
Attilio Momigliano
Nato a Ceva nel 1883 in una famiglia ebraica, Attilio Momigliano fu tra i critici letterari più originali del Novecento italiano. Allievo di Arturo Graf, insegnò storia della letteratura italiana nei licei di Torino e poi nelle università di Catania, Pisa e Firenze, elaborando un metodo critico che univa l'attenzione all'estetica crociana a un'indagine personale, sospesa tra analisi psicologica e studio della struttura poetica, distante sia dallo schematismo teorico di Benedetto Croce sia dal rigore filologico della scuola storica di Francesco De Sanctis. Firmò nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Croce e nel 1938, in seguito alle leggi razziali, fu espulso dall'Università di Firenze; sfuggì poi alla persecuzione nascondendosi a Sansepolcro grazie all'aiuto di alcuni amici. Tra i suoi lavori più importanti figurano gli studi su Carlo Porta, Ludovico Ariosto e Alessandro Manzoni, oltre alla monumentale «Storia della letteratura italiana» in tre volumi e a un commento alla «Divina Commedia». Morto a Firenze nel 1952, gli sono state intitolate vie a Milano…
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