
Antonio Labriola
Antonio Maria Marziale Labriola nacque a Cassino nel 1843, figlio di un insegnante ginnasiale. Studiò filosofia a Napoli con gli hegeliani Augusto Vera e Bertrando Spaventa, sviluppando un pensiero che dall'idealismo hegeliano si spostò progressivamente verso il materialismo, sotto l'influsso di Spinoza e Feuerbach. Insegnò a Napoli e successivamente ottenne la cattedra di filosofia e pedagogia all'Università di Roma, dove si trasferì nel 1873. Attraverso i suoi studi giovanili su Socrate, Vico e la storia della filosofia, elaborò una visione dello Stato come entità etica, laica ed elitaria, vicina alla lezione del suo maestro Spaventa. Collaborò con numerosi giornali dell'epoca, tra cui il «Piccolo» di Napoli e la «Nazione» di Firenze. È ricordato soprattutto come uno dei principali interpreti italiani del marxismo, a cui approdò nella maturità intellettuale dopo un lungo percorso attraverso hegelismo, herbartismo e positivismo. Non va confuso con il più giovane politico socialista Arturo Labriola, con cui fu spesso scambiato. Morì a Roma nel 1904, lasciando un'eredità filosofica…
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