
Antonio Gramsci
Antonio Gramsci nacque ad Ales, in Sardegna, nel 1891 e morì a Roma nel 1937; fu politico e giornalista, tra i fondatori nel 1921 del Partito Comunista d'Italia, di cui divenne segretario dal 1924. La sua infanzia fu segnata dalla povertà, dall'arresto del padre per irregolarità amministrative e da una grave malattia ossea che gli provocò una permanente deformazione della schiena; nonostante le difficoltà economiche, che lo costrinsero a lavori pesanti fin da ragazzo, si distinse per un percorso scolastico brillante, nutrito da letture vastissime fin dall'infanzia. Arrestato nel 1926 dal regime fascista, trascorse il resto della vita in carcere, dove le sue condizioni di salute si aggravarono progressivamente fino a ottenere la libertà condizionata nel 1934 e il ricovero in una clinica romana, dove morì tre anni dopo per un'emorragia cerebrale. È considerato uno dei pensatori più originali del XX secolo e tra le voci più rilevanti della tradizione filosofica marxista: nei suoi scritti, in gran parte elaborati proprio durante la detenzione, analizzò la struttura culturale e politica…










