
Antonio Caccianiga
Nato a Treviso nel 1823, Antonio Caccianiga studiò storia naturale ed economia rurale a Padova e Milano, ma le sue idee liberali e antiaustriache lo costrinsero a un lungo esilio tra Piemonte, Svizzera, Francia e Inghilterra, durante il quale il governo asburgico gli confiscò i beni di famiglia. Rientrato a Treviso nel 1854 grazie a un'amnistia, si stabilì con la moglie parigina nella villa di famiglia a Maserada sul Piave, mantenendo però stretti legami con altri patrioti e intellettuali. Ricoprì numerose cariche pubbliche: fu podestà e sindaco di Treviso — partecipando come tale alla delegazione che portò a Torino l'esito del plebiscito veneto del 1866 — sindaco di Maserada, deputato del Regno d'Italia e prefetto di Udine. Come scrittore e giornalista pubblicò romanzi di ispirazione risorgimentale e antiaustriaca, tra cui I vampiri e l'incubo e Il proscritto, oltre a numerose opere di elogio della vita campestre e di tono moralistico, come La vita campestre e Le cronache del villaggio, che gli valsero l'attenzione di critici come Benedetto Croce. Morì a Maserada sul Piave nel 1909.



