
Alfredo Violante
Nato a Rutigliano nel 1888, fu avvocato, giornalista e figura di rilievo dell'antifascismo pugliese. Ferito come sottotenente nella Prima guerra mondiale, tornò al giornalismo diventando caporedattore del «Corriere delle Puglie» e collaborando con numerose testate meridionali, vicino ai meridionalisti Gaetano Salvemini e Tommaso Fiore. Nel 1921 denunciò pubblicamente l'assassinio fascista del deputato socialista Giuseppe Di Vagno, attirandosi le ostilità degli squadristi che lo costrinsero, pochi anni dopo, a lasciare la Puglia per Milano, dove proseguì l'attività pubblicistica su fogli come «La Puglia». Nell'estate del 1943 entrò nella Resistenza, fondando un partito progressista e il giornale clandestino «Il Progresso»; arrestato nel dicembre dello stesso anno, fu detenuto a San Vittore, poi nel campo di Fossoli e infine deportato nel 1944 a Mauthausen-Gusen, dove venne ucciso in camera a gas il 24 aprile 1945, a pochi giorni dalla liberazione. È prozio del senatore Luciano Violante, già presidente della Camera dei deputati.

