
Alfredo Pitta
Nato a Lucera nel 1875, figlio di un sarto, fu scrittore e traduttore prolifico, noto anche con lo pseudonimo di Norman Charger. Avviatosi al giornalismo nel 1904 sul foglio diretto dal fratello Gaetano, si trasferì poi a Roma collaborando con diverse testate, tra cui «Il Messaggero». Autore di 33 romanzi pubblicati da editori come Sonzogno, Mondadori e Nerbini, spaziò dal fantastico all'avventura, ottenendo il maggiore successo con «Santajusta», ambientato nella sua Lucera natale. Fu tuttavia soprattutto un instancabile traduttore dal francese, dall'inglese, dal tedesco e dal russo, occupandosi di autori come Joseph Conrad, Arthur Conan Doyle, Alexandre Dumas ed Henryk Sienkiewicz, di cui tradusse anche «Quo vadis?». Va a lui il merito storico di aver firmato, nel 1935, la prima traduzione italiana di «Assassinio sull'Orient Express» di Agatha Christie per i Libri Gialli Mondadori, contribuendo alla diffusione del giallo in Italia. Massone fino alla chiusura delle logge imposta dal fascismo, morì a Roma nel 1952.

