
Alfredo Gargiulo
Nato a Napoli nel 1876 da una famiglia di modeste condizioni, fu critico letterario, scrittore e traduttore, formatosi da autodidatta tra biblioteche e letterature straniere. Divenuto amico di Salvatore Di Giacomo, collaborò con recensioni e saggi a «La Critica» di Benedetto Croce e tradusse la «Critica del giudizio» di Kant. Trasferitosi a Roma, lavorò come bibliotecario presso l'Istituto internazionale di agricoltura fino al pensionamento, coltivando parallelamente l'attività critica: dopo una monografia su Gabriele D'Annunzio, si avvicinò al gruppo de «La Ronda», elaborando una propria idea di letteratura come «forma» in polemica con l'estetica crociana, secondo cui l'arte era da intendersi come azione e la critica come militanza. Fu tra i primi sostenitori di autori come Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, ai cui esordi dedicò importanti introduzioni. La sua opera principale, «Letteratura italiana del Novecento», raccoglie i saggi più significativi della sua attività critica. Una malattia ne condizionò gli ultimi anni di lavoro; morì a Roma nel 1949.

