
Alessandro Varaldo
Alessandro Varaldo nacque a Ventimiglia nel 1873 ed esordì come scrittore nel 1898 con «La principessa lontana», affiancando da subito all'attività letteraria quella giornalistica su testate come la Gazzetta del Popolo e Il Caffaro. Autore versatile, scrisse commedie di successo, come «L'altalena» (1910), romanzi e novelle, oltre a opere biografiche. Fu presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori dal 1920 al 1928 e diresse dal 1943 l'Accademia d'arte drammatica di Milano, succedendo a Silvio D'Amico. Con «Il sette bello» fu il primo autore italiano ad essere accolto nella collana dei Libri gialli Mondadori, specializzandosi da allora nel romanzo poliziesco: a differenza di altri autori del genere, seppe conciliare la tradizione anglosassone del giallo con i valori dell'epoca fascista, guadagnandosi il favore del regime, pur privilegiando spesso, nei suoi intrecci, la casualità avventurosa rispetto al rigore della deduzione classica. Tra i suoi gialli più noti «La gatta persiana» e «Il tesoro dei Borboni». Morì a Roma nel 1953.
3 libri


