
Achille Giovanni Cagna
Achille Giovanni Cagna nacque a Vercelli nel 1847 in una famiglia umile, e dopo l'espulsione dalla scuola tecnica lavorò come stipettaio accanto al padre. La sua vocazione letteraria sbocciò tardi, seguendo il percorso di un autodidatta sostenuto dall'amicizia di scrittori come Edmondo De Amicis e, soprattutto, Giovanni Faldella, la cui influenza stilistica si riconosce in tutta la sua opera. Esordì con racconti di impronta sentimentale, ma la sua vena più originale emerse con «Provinciali» (1886), ritratto arguto della vita di provincia, e soprattutto con «Alpinisti ciabattoni» (1888), considerato il suo capolavoro e in seguito rivalutato da critici come Benedetto Croce, Piero Gobetti e Gianfranco Contini per l'inventiva linguistica e il gusto espressionistico. Il romanzo racconta con humour le disavventure di una coppia di commercianti in villeggiatura. Nelle opere successive, come «La rivincita dell'amore» (1891), la sua scrittura si arricchì di sfumature realistiche, ritraendo con colore la vita piccolo-borghese. Si cimentò anche nel teatro e nella poesia. Morì nella città…
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